Some days in Venezia
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Credo che Venezia resti una delle città più strane del mondo. Pur non avendo una superficie molto estesa, racconta in ogni angolo una storia bellissima.
Ogni volta che arrivo in una città mi piace immaginarmela vent’anni prima, capire che edifici sono vecchi, quali sono vecchissimi, cosa è cambiato nel tessuto urbano e cosa invece rimane immutato.
A Venezia questo giochetto diventa molto difficile. Resti affascinato da ogni particolare, persino dal ragazzo che consegna i pacchi, con il suo carrello distribuisce di porta in porta scatole e corrispondenza. ma credo quello che sta succedendo di sbagliato a Venezia sia lo smembramento degli edifici: un architetto mi raccontava che ormai non si trovano più case grandi a Venezia, stanno trasformando tutto in un bed & breakfast, dove i turisti diventano voyer di loro stessi: Vedete quello è il vecchio palazzo di tizio e caio, ora è un albergo, alla vostra sinistra c’è un altro palazzo bellissimo, ora un albergo. Passeggiare per Venezia è sempre emozionante, sai da dove parti, ma non sai dove finisci ne tantomeno il percorso che farai. In un momento di disperazione ti rendi conto che dopo un’ora hai girato a vuoto, nel senso che hai proprio girato in tondo, sei allo stesso punto di prima. Credo che imparare a muoversi di notte a Venezia dovrebbe diventare uno step imperdibile di qualsiasi percorso di sopravvivenza. Per Rialto di là. Per San Marco di qua e via così senza fermarsi sugli “imprevisti” sia mai che ti tocchi tornare al punto di partenza. PS: se passate da Venezia FERMATEVI alla scuola di San Rocco! resterete a bocca aperta! |










